Festa della befana - cittadiostuni

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Festa della befana

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Viva viva ...la Befana

Per molto tempo la notte della Befana (tra il 5 e il 6 Gennaio) è stata considerata una notte magica. La Befana era attesa con ansia ma anche con preoccupazione, poiché era portatrice non solo di doni ma anche di castio (i doni per i buoni, il carbone per i cattivi). Fino a non molti decenni fa la vera festa dei bambini era proprio l’Epifania, il giorno in cui arrivavano i giocattoli, spesso erano fatti in casa con materiale d’occasione. Poi col passare del tempo Babbo Natale e il suo consumismo ha preso il sopravvento e la Befana ha passato “un brutto quarto d’ora…” tanto che la sua festa fu addirittura abolita per legge di Stato nel 1977, e , a furor di popolo, fu reintrodotta nel 1985.
“Viva Viva ... la Befana”, organizzata dal Gruppo Folk “Città di Ostuni” nell’ambito dell'iniziativa “Natale Città dei Presepi” in collaborazione con il Comune di Ostuni, la Confcommercio, si pone l’obiettivo di recuperare e rinvigorire l’antica tradizione popolare della festa della “Befana”.
“Viva viva…la Befana”, pertanto, è stata ideata nell’ottica di recuperare tale rito, radicato nella cultura popolare, che evoca nell’immaginario collettivo l’anno vecchio che se ne va e l’arrivo del nuovo anno, proteso verso orizzonti migliori e rinnovate speranze. Il 5 gennaio deve tornare ad essere, per i bambini, “il giorno dell’attesa” in grado di coinvolgere anche gli adulti.

“Viva viva…la Befana” è concentrata sulla riproposizione del rito che un tempo veniva eseguito nella notte della Befana, quando venivano accesi bellissimi falò. In cima a questi falò veniva messo un grande fantoccio che rappresentava la Befana cattiva, che doveva essere brutta da far spavento. Quando cominciava a far buio, tutta la gente, grandi e piccini, si radunava attorno al falò e il più anziano di tutti gli dava fuoco con grande gioia. Allora attorno al fuoco che ardeva con gran rumore, tutti cominciavano a saltare, ballare, cantare: la speranza era che l'anno che stava incominciando portasse solo cose buone e tanta fortuna, che il raccolto dei campi fosse ricco e abbondante. Così bambini e ragazzi con tizzoni accesi correvano per i prati e per i campi arati, cantando a squarciagola.
Ad un certo punto, le fiamme del falò raggiungevano finalmente il pupazzo della Befana cattiva e cominciavano a bruciarla quasi fosse stata una brutta strega condannata a morire.
Ciascuno, in cuor suo, si immaginava che con quella cattiva vecchiaccia, bruciassero anche le brutte cose successe durante l'anno, tutti i dolori e le tristezze sofferti. ..
Quando le fiamme avevano bruciato la cattiva Befana e si spegnevano lentamente, si diceva che, morta la crudele vecchia, da quel rogo rinascesse finalmente la Befana buona, portando un gran regalo per tutti: la speranza che il nuovo anno potesse essere migliore di quello vecchio e che per tutta quella gente raccolta attorno al fuoco potesse esserci pace, e prosperità.
Solo quando anche l'ultima fiammella si era spenta si poteva tornare a casa.
L'arrivo della Befana era solo questione di poche ore.

Una notte magica per grandi e piccini durante la quale si può effettuare il giro in trenino, ammirare giocolieri, trampolieri, sbandieratori e tante altre sorprese. La grande attesa di questa edizione sono i musical e spettacoli con personaggi della fantasia che coinvolgeranno il pubblico di grandi e piccini nell'attesa del passaggio della Befana. Non manca la musica popolare ostunese, la pizzica pizzica e la gastronomia tradizionale 
Festa della Befana 2010
 
 
 
 
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